05-06-2009
Il contratto di ormeggio nella nautica da diporto
Conferenza-dibattito con l'avvocato Alfredo Antonini organizzata dall'Assonautica provinciale di Trieste in collaborazione con la Camera di Commercio
<Vanno strutturati i contratti di ormeggio in modo
di capire se dare o meno una prestazione di custodia
da parte delle società nautiche, altrimenti i
danni li paga il proprietario della barca>.
L’avvocato Alfredo Antonini non vede altre vie
d’uscita per risolvere la questione e lo ha
detto a chiare lettere nel corso della conferenza
“Il contratto di ormeggio e la
responsabilità delle società nautiche:
orientamenti giurisprudenziali, casistica, nuovi
formulari contrattuali” tenutosi
quest’oggi nella sala Maggiore della Camera di
Commercio di Trieste e organizzato
dall’Assonautica provinciale di Trieste.
<L’Assonautica provinciale – ha
evidenziato in apertura il vicepresidente Roberto De
Gioia – con il supporto della Camera di
Commercio si muove nel rispetto delle sue
finalità di promozione del turismo nautico
attraverso la valorizzazione delle offerte di
strutture del territorio provinciale. Le iniziative
investono tutti i settori della nautica da diporto,
quelli turistici, sportivi e
imprenditoriali>.
Nel corso della conferenza odierna davanti a quasi un
centinaio tra avvocati e diportisti, si è
trattato in particolare del contratto di ormeggio che
intercorre tra il club nautico titolare della
concessione demaniale marittima e i propri associati.
Quel contratto che spesso ci si ricorda d’aver
sottoscritto quando emergono i danni riportati dalle
imbarcazioni in ormeggio con l’annesso problema
della responsabilità e della riconnessa azione
risarcitoria. Nel corso dell’incontro il
professor Antonini ha effettuato una completa
disamina delle posizioni della dottrina e della
giurisprudenza in relazione a casistiche concrete,
fornendo utili informazioni e stimolando una risposta
adeguata e innovativa per risolvere la
problematica.


