18/05/2009

I finalisti del Premio giornalistico Marco Luchetta 2009



Nella sede della Fondazione Luchetta-Ota-D’Angelo-Hrovatin la giuria del Premio Luchetta 2009 ha presentato il 23 maggio scorso le terne dei finalisti nelle quattro sezioni del premio giornalistico internazionale, istituito in memoria degli inviati triestini trucidati nel ‘94 a Mostar e a Mogadiscio.

Anche per questa sesta edizione sono pervenuti centinaia di reportage dai fronti caldi dell’informazione nel mondo: cronaca drammatica di guerre, di scontri etnici, ma anche piccole grandi storie personali che, dall’Afghanistan alla striscia di Gaza, dal Congo alla Bolivia, passando per la drammatica quotidianità di Lampedusa o il trauma recentissimo dell’Abruzzo, restituiscono una fotografia dell’umanità spesso invisibile nel nostro tempo.
La cerimonia di proclamazione de Premio Luchetta 2009, già inserita nel palinsesto serale di Raiuno per sabato 18 luglio, è in programma a Trieste, in Piazza dell’Unità d’Italia, con la VI Serata speciale “I nostri Angeli”.
 
Il Premio giornalistico Marco Luchetta è organizzato dalla Leonardo Servi e Comunicazione con il Contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Provincia e della Camera di Commercio di Trieste, con Assicurazioni Generali, Banca Friuadria, Fondazione CRTrieste e Telespazio.
La giuria che ha decretato i finalisti del Premio Marco Luchetta 2009, presieduta dal direttore del TGR Rai Angela Buttiglione, è composta dal vicedirettore del TG1 Fabrizio Ferragni, dal vicedirettore del TG2 Marcello Masi, dal vicedirettore del TG5 Mediaset Toni Capuozzo, dai direttori del Piccolo, Paolo Possamai, del Messaggero Veneto Andrea Filippi e del Primorski Dnevnik Dusan Udovic, dai giornalisti Francesco Carrassi e Pino Aprile, dal corrispondente Rai da Mosca Sergio Canciani , dal responsabile della rubrica del TG3 Rai “Primo Piano” Onofrio Dispenza, dal giornalista Massimo Leoni per Sky TG 24 e dall’editorialista Fulvio Molinari.
 
 
I FINALISTI
 
PREMIO MARCO LUCHETTA 2009 - SEZIONE TV
 
GORACCI
LUCIA
TG3 LINEA NOTTE
Il dottor Abu al-Aish
Trasmesso il 27 gennaio ‘09
Testata appartenenza: Tg3
Intervista al dottor Abu al-Aish, medico palestinese di Gaza che collabora con l’ospedale di Tel Aviv nella ricerca sui traumi che guerra e violenze generano nei bambini, israeliani e palestinesi. Era al telefono con la televisione Channel 10 quando alcuni ordigni israeliani colpirono in pieno la sua abitazione, uccidendo due delle sue figlie e una nipote, e ferendone altre due. La sua drammatica testimonianza fece quasi l’effetto di un elettroshock sul pubblico israeliano. Fu aperta un’inchiesta e i soldati di Tel Aviv dissero che sul tetto della casa del medico erano appostati dei guerriglieri di Hamas. Ma il dottor Abu al-Aish esclude questa ipotesi, ha comunque ringraziato quanti in Israele si sono occupati del suo caso, e ha deciso di continuare sulla strada del dialogo.
 
PIRO
NICO
RAI TG3 – AGENDA DEL MONDO
Un calcio alla fame
Trasmesso il 28 giugno ‘08
Testata appartenenza: Tg3
Reportage dalla Sierra Leone, uno dei paesi più ricchi al mondo di diamanti, e più poveri, dove la vita media è di 40 anni, e moltissimi bambini muoiono prima di averne compiuto cinque. La malnutrizione è una vera e propria piaga sociale, si continua a morire di fame, di tubercolosi, di lebbra. I più colpiti sono i bambini, che aiutano le madri a spaccare pietre per ricavarne materiale da costruzione per i palazzi dei pochi ricchi. Nell’ospedale di Emergency, a Goderich, i medici, in collaborazione con l’Università di Parma, hanno creato un cibo terapeutico ricco di calorie, che si può produrre in loco. La chiamano “la pappa di Parma”, e sta salvando dalla fame migliaia di bambini.
 
VASTA
SIMONA
SKY TG24
Dall’Italia alla Romania, il triste viaggio dei minori rimpatriati
Trasmesso il 15 novembre ‘08
Testata appartenenza: Sky Tg24
Il reportage si incentra sulla situazione delle migliaia di bambini che in Romania, specie nelle zone rurali, vengono abbandonati dai genitori. Il loro destino è un affidamento maternale, o un orfanatrofio. Mino Damato, alla periferia di Bucarest, ha creato una casa in cui accogliere queste creature, rigettate dai genitori, spesso malate anche di Aids, e senza futuro. Si parla anche del piccolo Gratian Gruia, piccolo rumeno di due anni, trovato in Italia assieme ad una famiglia che con percosse e sevizie lo obbligava a chiedere l’elemosina nelle strade. Gratian è stato affidato ad una struttura italiana fino al giorno in cui il tribunale di Roma, con una sentenza immotivata, ne ha ordinato il rimpatrio. E tra pianti e conati di vomito, dopo quasi un anno di “normalità”, Gratian è tornato in patria a riprendere la vita di prima.
 
PREMIO MARCO LUCHETTA 2009 - SEZIONE QUOTIDIANI E PERIODICI
 
MAZZA
VIVIANA
CORRIERE DELLA SERA
60 milioni di spose bambine
Uscito il 24 agosto 2008
Testata appartenenza: Corriere della Sera
Secondo le Nazioni Unite nel mondo ci sono 60 milioni di spose bambine. L’inchiesta, nella rubrica “Focus”, documenta come l’età del matrimonio è tra i 12 e i 14 anni. Il marito è spesso un uomo mai incontrato prima, quasi sempre molto più anziano delle spose-bambine. Ha fatto scalpore, lo scorso anno, il caso di Nojoud, una bambina yemenita di 8 anni che si presentò al tribunale dicendo di essere stata costretta dal padre a sposare un uomo di trent’anni che l’aveva picchiata per avere rapporti sessuali. Nojoud ha ottenuto il divorzio, ma il suo è un caso praticamente unico. I paesi in cui il fenomeno è più diffuso sono tra i più poveri del mondo, come la Nigeria e il Mali. Le spose-bambine hanno un prezzo, ed è per questo che sono vendute. I mariti che hanno soldi, in regime di poligamia, chiedono spose sempre più giovani, per esaudire i loro desideri sessuali, perché non hanno l’HIV, perché lavorano meglio delle donne più anziane. I genitori, in genere, non vogliono fare del male alle proprie figlie: ma nutrile, vestirle, istruirle costa troppo. Così sono incentivati a darle in spose presto, e a ricavarne un po’di denaro.
 
MANFREDI
EMILIO
VENTIQUATTRO – ILSOLE24ORE
L’ultima spiaggia
Uscito nel dicembre 2008
Testata appartenenza: Free Lance
Vicino a Monrovia, la capitale della Liberia, in riva all’oceano, tra le rovine delle città sventrate dalle bombe, vivono circa duecento ragazzi. Una comunità improvvisata di profughi che si fa chiamare “Tortoise”, per la maggior parte nati durante la ventennale guerra civile che ha sconvolto il paese. Sono ragazzi senza casa e senza famiglia. La comunità è diventata il loro rifugio, ricavato dal nulla, e hanno un’abitazione, un lavoro, perfino una chiesa. E’ il racconto di una vita ai margini di una società, vista attraverso l’esistenza di una ragazza madre, Felicia Saye, che riesce miracolosamente a sopravvivere.
 
BOLZONI
ATTILIO
LA REPUBBLICA
I bambini fantasma di Lampedusa
Uscito il 7 ottobre 2008
Testata appartenenza: La Repubblica
Tra le migliaia di clandestini che approdano a Lampedusa il 7/8 per cento sono minori. Arrivano al centro di accoglienza e in poche settimane fanno perdere le loro tracce. Magrebini, pakistani, palestinesi, inghiottiti in qualche angolo d’Italia o d’Europa. Molti fuggono per raggiungere parenti già sistemati in qualche luogo, altri si disperdono nelle grandi città, i meno fortunati scivolano negli artigli del raket. Lo scorso settembre otto ragazze nigeriane sono state allontanate da una casa famiglia che le ospitava a Santa Margherita Belice. Vi si trattenevano la notte e la mattina , ma nel pomeriggio si vendevano. Nelle case famiglia i minori non sono ristretti. Vi rimangono fino a quando non riescono a trovare un permesso di soggiorno, ma il più delle volte si dileguano. Già al momento dello sbarco hanno indirizzi, riferimenti, numeri di telefono. Talvolta tornano indietro e li riprendono, ma non sempre: possono essere di cattivo esempio per gli altri. Come Aymen K., fuggito a Roma e Milano e poi tornato e riaccolto. Adesso la mattina va in campagna e guadagna venti euro a giornata, la stessa cifra che metteva insieme in Tunisia in un mese, vendendo sarde in giro con un carrettino. Adesso sogna di raggiungere uno zio a Comiso, dove si rompe la schiena nelle serre, e lo considera un “ricco”.
 
PREMIO ALESSANDRO OTA 2009 – RIPRESE TELEVISIVE
 
NICOIS
GAETANO
RETE4 – Password, il mondo in casa
Vita a Scampia
Trasmesso il 16 febbraio ‘09
Testata appartenenza: Rete4
Una drammatica testimonianza sul degrado del quartiere Le Vele di Scampia, a Napoli, dove i minorenni fanno le "vedette" per annunciare l'arrivo di polizia o persone non conosciute, e lo spaccio avviene attraverso feritoie ricavate da porte di ferro. L’autrice del servizio ha raccolto dalla viva voce dei disperati di Scampia la loro umana vicenda di droga e degrado, realizzando un documento giornalistico di grande impatto, e ottenendo dagli esseri umani di questo girone dantesco non solo le intime confessioni del loro disagio, ma presentando volti, voci, occhi, che raccontano la disperazione di un’umanità che vive ai margini. A completare il quadro le testimonianze di un gruppo di giovani che spiegano come sia la camorra a dettare legge, e l’alternativa offerta da un prete coraggioso, che propone scelte difficili e diverse.
 
SILANI
FABRIZIO
TG3 NIGHT NEWS
Nablus
 
Testata appartenenza: Tg2
Una delegazione internazionale, accompagnata da un gruppo di pacifisti israeliani, tocca con mano l’apartheid di Nablus: posti di blocco, tornelli di ferro, soldati e poliziotti in ogni dove. L’obiettivo della telecamera, con molte soggettive, consente di immedesimarsi nella inaccettabili condizioni di vita di una città in cui si sono moltiplicati i cimiteri, e in cui i muri delle case sono tappezzati di manifesti con ritratti dei “martiri” o dei “terroristi”, a seconda del punto di vista.
 
ROSSI
MARIO
RAI TG3 – AGENDA DEL MONDO
Un calcio alla fame
Trasmesso il 28 giugno ‘08
Testata appartenenza: Tg3
Reportage dalla Sierra Leone, uno dei paesi più ricchi al mondo di diamanti, e più poveri, dove la vita media è di 40 anni, e moltissimi bambini muoiono prima di averne compiuto cinque. La malnutrizione è una vera e propria piaga sociale, si continua a morire di fame, di tubercolosi, di lebbra. I più colpiti sono i bambini, che aiutano le madri a spaccare pietre per ricavarne materiale da costruzione per i palazzi dei pochi ricchi. Nell’ospedale di Emergency, a Goderich, i medici, in collaborazione con l’Università di Parma, hanno creato un cibo terapeutico ricco di calorie, che si può produrre in loco. La chiamano “la pappa di Parma”, e sta salvando dalla fame migliaia di bambini.
 
PREMIO DARIO D’ANGELO 2009 – QUOTIDIANI / PERIODICI NON ITALIANI
 
PHILP
CATHERINE
THE TIMES
La scuola è vittima di Mugabe
Education falls victim to Mugabe's thugs as teachers flee or are killed
Uscito il 2 maggio ‘08
Testata appartenenza: The Times
La campagna di terrore scatenata del governo Mugabe ha indotto gli insegnanti a fuggire per sottrarsi a morte sicura. Erano stati ingaggiati come scrutatori nelle elezioni politiche, ma poi sono stati accusati di frode elettorale. Le scuole sono rimaste così deserte “senza neanche il gesso per scrivere sulla lavagna”. Così i ragazzi vengono privati del diritto allo studio, unica speranza per costruirsi un futuro migliore. Il sistema scolastico è stato indotto al collasso, ed ora Morgan Isvangirai sta tentando di ricostruirlo con molta fatica.
Nota: L’autrice presenta due serie di articoli scritti durante cinque mesi trascorsi sotto copertura nello Zimbabwe, dove i bambini sono state le vittime più numerose e inconsapevoli della lotta per il potere scatenata dal dittatore Mugabe. Le foto sono state scattate del fotoreporter del The Times Richard Mills trovato morto nella camera d’albergo il 14 luglio 2008 all’età di 41 anni.
 
LLOYD-PARRY
RICHARD
THE TIMES
Un bambino con i giorni contati
(si firma con lo pseudonimo Kenneth Denby)- Cradled in his mother's lap, a baby with little time to live
Uscito il 9 maggio ‘08
Testata appartenenza: The Times
Doipo il ciclone Nargis i generali che gestiscono la dittatura militare in Birmania sono impegnati a nascondere al mondo la portata del disastro. Per questo motivo ostacolano l’arrivo degli aiuti umanitari, arrestando chi fa domande e vuole documentare l’accaduto. Il cronista racconta di un bambino che sta morendo tra le braccia di sua madre, ma non può ricevere né cure né aiuto perché il suo villaggio non c’è più e non esistono medici. Secondo l’ambasciata a Rangoon ci sono stati 100 mila morti nel delta del fiume e sulla costa di fronte alle isole Andamane, ma i generali vogliono nascondere al mondo il disastro e i cadaveri vengono fatti sparire.
 
Nota: Il giornalista è riuscito ad inviare corrispondenze dalla Birmania colpita dal ciclone Nargis fingendo di essere un turista e firmando i suoi pezzi con lo pseudonimo di Kenneth Denby. Doveva spostarsi continuamente, dormire nelle barche per evitare di essere arrestato, come due suoi colleghi.
 
MORA
MIGUEL
EL PAIS
Una sentenza già scritta
Condenada a ser condenada
 
Uscito l’1 febbraio ‘09
Testata appartenenza: El Pais
E’ il racconto del caso di una giovane rom, Angelica V., 16 anni, condannata a tre anni e otto mesi di carcere per il tentativo di rapimento di una bambina. Secondo la difesa della zingara la sentenza risente fortemente del clima di xenofobia alimentato dal governo italiano, in quanto le circostanze dell’asserito tentato rapimento sono tutte da chiarire, e nel susseguirsi dei fatti si riscontra una serie notevole di contraddizioni. L’articolista sospetta che dietro il rapimento, cui è seguito un furioso assalto al campo rom di Ponticelli, si nasconda un progetto di speculazione edilizia della zona, dove deve sorgere Palaponticelli, con teatri, centri commerciali, servizi vari, sui quali la camorra della zona vorrebbe mettere le mani. Si realizzerebbe in questo caso una singolare sinergia tra la giunta Russo Jerviolino e il clan dei Sarno che controllano la zona, e che prima del pogrom contro i rom pretendeva 50 euro al mese di tangente per ogni tenda o roulotte.
 
PREMIO MIRAN HROVATIN 2009 – FOTOREPORTER
 
BEAWIHARTA
BEA
INTERNAZIONALE
Take a bath in waste water
 
14 ottobre 08
Agenzia: REUTERS
 
 
Fare il bagno nell’acqua di scolo - Il fotoreporter osserva una donna che lava le conchiglie dei molluschi nell’acqua di scolo in una zona a nord di Jakarta. Dopo aver finito prende due dei suoi bambini e li mette nel secchio dove ha lavato i molluschi e fa loro il bagno. Per lei l’acqua pulita è troppo cara per lavarsi. A Jakarta molte persone non hanno accesso alla rete idrica e all’acqua potabile. Moltissimi usano ancora l’acqua dei fiumi per bere e lavarsi.
 
DELAY
JEROME
INTERNAZIONALE
Congo orphans
 
13 nov 08
Agenzia: AP
 
 
Bambini orfani o dispersi riposano nel centro di Don Bosco di Ngangi, vicino a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo. Soltanto in una settimana, nel Kivu, 1600 bambini senza genitori sono stati accolti in vari centri di assistenza.
 
GERBEHAYE
CEDRIC
POLKA
Democratic Republic of Congo
 
feb 09
Agenzia: GRAZIA NERI
 
 
Nel gennaio 2008 è stato firmato un accordo di cessate il fuoco nella Repubblica Democratica del Congo. Ha coinvolto i 22 gruppi armati in lotta nell’area orientale. Amani, pace in Kiswahili, è il programma avviato dalla firma del trattato e confermato per ancora un anno dal presidente Joseph Kabila a causa del protrarsi degli omicidi, violenze di gruppo e conflitti a nord e sud di Kivu. Più di 150.000 persone hanno dovuto abbandonare le proprie case, e si sono aggiunte ai milioni di rifugiati nei campi profughi. Si tratta di una delle più gravi crisi dell’Africa dei Grandi Laghi. Una foto in bianco e nero ritrae tre bambini di spalle e sullo sfondo un paese travolto dalla guerra.