I finalisti del Premio giornalistico Marco Luchetta 2009
Sabato 18 luglio la serata delle premiazioni in piazza Unità d’Italia, con ripresa televisiva di Raiuno - La Camera di Commercio tra gli sponsor dell’evento.
Nella sede della Fondazione
Luchetta-Ota-D’Angelo-Hrovatin la giuria del
Premio Luchetta 2009 ha presentato il 23 maggio
scorso le terne dei finalisti nelle quattro sezioni
del premio giornalistico internazionale, istituito in
memoria degli inviati triestini trucidati nel
‘94 a Mostar e a Mogadiscio.
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GORACCI
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LUCIA
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TG3 LINEA NOTTE
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Il dottor Abu al-Aish
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Trasmesso il 27 gennaio ‘09
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Testata appartenenza: Tg3
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Intervista al dottor Abu al-Aish, medico
palestinese di Gaza che collabora con
l’ospedale di Tel Aviv nella ricerca
sui traumi che guerra e violenze generano nei
bambini, israeliani e palestinesi. Era al
telefono con la televisione Channel 10 quando
alcuni ordigni israeliani colpirono in pieno
la sua abitazione, uccidendo due delle sue
figlie e una nipote, e ferendone altre due.
La sua drammatica testimonianza fece quasi
l’effetto di un elettroshock sul
pubblico israeliano. Fu aperta
un’inchiesta e i soldati di Tel Aviv
dissero che sul tetto della casa del medico
erano appostati dei guerriglieri di Hamas. Ma
il dottor Abu al-Aish esclude questa ipotesi,
ha comunque ringraziato quanti in Israele si
sono occupati del suo caso, e ha deciso di
continuare sulla strada del dialogo.
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PIRO
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NICO
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RAI TG3 – AGENDA DEL
MONDO
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Un calcio alla fame
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Trasmesso il 28 giugno ‘08
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Testata appartenenza: Tg3
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Reportage dalla Sierra Leone, uno dei paesi
più ricchi al mondo di diamanti, e
più poveri, dove la vita media
è di 40 anni, e moltissimi bambini
muoiono prima di averne compiuto cinque. La
malnutrizione è una vera e propria
piaga sociale, si continua a morire di fame,
di tubercolosi, di lebbra. I più
colpiti sono i bambini, che aiutano le madri
a spaccare pietre per ricavarne materiale da
costruzione per i palazzi dei pochi ricchi.
Nell’ospedale di Emergency, a Goderich,
i medici, in collaborazione con
l’Università di Parma, hanno
creato un cibo terapeutico ricco di calorie,
che si può produrre in loco. La
chiamano “la pappa di Parma”, e
sta salvando dalla fame migliaia di bambini.
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VASTA
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SIMONA
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SKY TG24
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Dall’Italia alla Romania, il triste
viaggio dei minori rimpatriati
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Trasmesso il 15 novembre ‘08
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Testata appartenenza: Sky Tg24
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Il reportage si incentra sulla situazione
delle migliaia di bambini che in Romania,
specie nelle zone rurali, vengono abbandonati
dai genitori. Il loro destino è un
affidamento maternale, o un orfanatrofio.
Mino Damato, alla periferia di Bucarest, ha
creato una casa in cui accogliere queste
creature, rigettate dai genitori, spesso
malate anche di Aids, e senza futuro. Si
parla anche del piccolo Gratian Gruia,
piccolo rumeno di due anni, trovato in Italia
assieme ad una famiglia che con percosse e
sevizie lo obbligava a chiedere
l’elemosina nelle strade. Gratian
è stato affidato ad una struttura
italiana fino al giorno in cui il tribunale
di Roma, con una sentenza immotivata, ne ha
ordinato il rimpatrio. E tra pianti e conati
di vomito, dopo quasi un anno di
“normalità”, Gratian
è tornato in patria a riprendere la
vita di prima.
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MAZZA
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VIVIANA
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CORRIERE DELLA SERA
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60 milioni di spose bambine
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Uscito il 24 agosto 2008
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Testata appartenenza: Corriere della
Sera
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Secondo le Nazioni Unite nel mondo ci sono 60
milioni di spose bambine. L’inchiesta,
nella rubrica “Focus”, documenta
come l’età del matrimonio
è tra i 12 e i 14 anni. Il marito
è spesso un uomo mai incontrato prima,
quasi sempre molto più anziano delle
spose-bambine. Ha fatto scalpore, lo scorso
anno, il caso di Nojoud, una bambina yemenita
di 8 anni che si presentò al tribunale
dicendo di essere stata costretta dal padre a
sposare un uomo di trent’anni che
l’aveva picchiata per avere rapporti
sessuali. Nojoud ha ottenuto il divorzio, ma
il suo è un caso praticamente unico. I
paesi in cui il fenomeno è più
diffuso sono tra i più poveri del
mondo, come la Nigeria e il Mali. Le
spose-bambine hanno un prezzo, ed è
per questo che sono vendute. I mariti che
hanno soldi, in regime di poligamia, chiedono
spose sempre più giovani, per esaudire
i loro desideri sessuali, perché non
hanno l’HIV, perché lavorano
meglio delle donne più anziane. I
genitori, in genere, non vogliono fare del
male alle proprie figlie: ma nutrile,
vestirle, istruirle costa troppo. Così
sono incentivati a darle in spose presto, e a
ricavarne un po’di denaro.
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MANFREDI
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EMILIO
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VENTIQUATTRO –
ILSOLE24ORE
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L’ultima spiaggia
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Uscito nel dicembre 2008
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Testata appartenenza: Free Lance
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Vicino a Monrovia, la capitale della Liberia,
in riva all’oceano, tra le rovine delle
città sventrate dalle bombe, vivono
circa duecento ragazzi. Una comunità
improvvisata di profughi che si fa chiamare
“Tortoise”, per la maggior parte
nati durante la ventennale guerra civile che
ha sconvolto il paese. Sono ragazzi senza
casa e senza famiglia. La comunità
è diventata il loro rifugio, ricavato
dal nulla, e hanno un’abitazione, un
lavoro, perfino una chiesa. E’ il
racconto di una vita ai margini di una
società, vista attraverso
l’esistenza di una ragazza madre,
Felicia Saye, che riesce miracolosamente a
sopravvivere.
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BOLZONI
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ATTILIO
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LA REPUBBLICA
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I bambini fantasma di Lampedusa
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Uscito il 7 ottobre 2008
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Testata appartenenza: La Repubblica
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Tra le migliaia di clandestini che approdano
a Lampedusa il 7/8 per cento sono minori.
Arrivano al centro di accoglienza e in poche
settimane fanno perdere le loro tracce.
Magrebini, pakistani, palestinesi,
inghiottiti in qualche angolo d’Italia
o d’Europa. Molti fuggono per
raggiungere parenti già sistemati in
qualche luogo, altri si disperdono nelle
grandi città, i meno fortunati
scivolano negli artigli del raket. Lo scorso
settembre otto ragazze nigeriane sono state
allontanate da una casa famiglia che le
ospitava a Santa Margherita Belice. Vi si
trattenevano la notte e la mattina , ma nel
pomeriggio si vendevano. Nelle case famiglia
i minori non sono ristretti. Vi rimangono
fino a quando non riescono a trovare un
permesso di soggiorno, ma il più delle
volte si dileguano. Già al momento
dello sbarco hanno indirizzi, riferimenti,
numeri di telefono. Talvolta tornano indietro
e li riprendono, ma non sempre: possono
essere di cattivo esempio per gli altri. Come
Aymen K., fuggito a Roma e Milano e poi
tornato e riaccolto. Adesso la mattina va in
campagna e guadagna venti euro a giornata, la
stessa cifra che metteva insieme in Tunisia
in un mese, vendendo sarde in giro con un
carrettino. Adesso sogna di raggiungere uno
zio a Comiso, dove si rompe la schiena nelle
serre, e lo considera un “ricco”.
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NICOIS
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GAETANO
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RETE4 – Password, il mondo in
casa
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Vita a Scampia
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Trasmesso il 16 febbraio ‘09
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Testata appartenenza: Rete4
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Una drammatica testimonianza sul degrado del
quartiere Le Vele di Scampia, a Napoli, dove
i minorenni fanno le "vedette" per annunciare
l'arrivo di polizia o persone non conosciute,
e lo spaccio avviene attraverso feritoie
ricavate da porte di ferro. L’autrice
del servizio ha raccolto dalla viva voce dei
disperati di Scampia la loro umana vicenda di
droga e degrado, realizzando un documento
giornalistico di grande impatto, e ottenendo
dagli esseri umani di questo girone dantesco
non solo le intime confessioni del loro
disagio, ma presentando volti, voci, occhi,
che raccontano la disperazione di
un’umanità che vive ai margini.
A completare il quadro le testimonianze di un
gruppo di giovani che spiegano come sia la
camorra a dettare legge, e
l’alternativa offerta da un prete
coraggioso, che propone scelte difficili e
diverse.
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SILANI
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FABRIZIO
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TG3 NIGHT NEWS
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Nablus
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Testata appartenenza: Tg2
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Una delegazione internazionale, accompagnata
da un gruppo di pacifisti israeliani, tocca
con mano l’apartheid di Nablus: posti
di blocco, tornelli di ferro, soldati e
poliziotti in ogni dove. L’obiettivo
della telecamera, con molte soggettive,
consente di immedesimarsi nella inaccettabili
condizioni di vita di una città in cui
si sono moltiplicati i cimiteri, e in cui i
muri delle case sono tappezzati di manifesti
con ritratti dei “martiri” o dei
“terroristi”, a seconda del punto
di vista.
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ROSSI
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MARIO
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RAI TG3 – AGENDA DEL
MONDO
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Un calcio alla fame
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Trasmesso il 28 giugno ‘08
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Testata appartenenza: Tg3
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Reportage dalla Sierra Leone, uno dei paesi
più ricchi al mondo di diamanti, e
più poveri, dove la vita media
è di 40 anni, e moltissimi bambini
muoiono prima di averne compiuto cinque. La
malnutrizione è una vera e propria
piaga sociale, si continua a morire di fame,
di tubercolosi, di lebbra. I più
colpiti sono i bambini, che aiutano le madri
a spaccare pietre per ricavarne materiale da
costruzione per i palazzi dei pochi ricchi.
Nell’ospedale di Emergency, a Goderich,
i medici, in collaborazione con
l’Università di Parma, hanno
creato un cibo terapeutico ricco di calorie,
che si può produrre in loco. La
chiamano “la pappa di Parma”, e
sta salvando dalla fame migliaia di bambini.
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PHILP
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CATHERINE
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THE TIMES
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La scuola è vittima di Mugabe
Education falls victim to Mugabe's thugs as
teachers flee or are killed
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Uscito il 2 maggio ‘08
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Testata appartenenza: The Times
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La campagna di terrore scatenata del governo
Mugabe ha indotto gli insegnanti a fuggire
per sottrarsi a morte sicura. Erano stati
ingaggiati come scrutatori nelle elezioni
politiche, ma poi sono stati accusati di
frode elettorale. Le scuole sono rimaste
così deserte “senza neanche il
gesso per scrivere sulla lavagna”.
Così i ragazzi vengono privati del
diritto allo studio, unica speranza per
costruirsi un futuro migliore. Il sistema
scolastico è stato indotto al
collasso, ed ora Morgan Isvangirai sta
tentando di ricostruirlo con molta fatica.
Nota: L’autrice
presenta due serie di articoli scritti
durante cinque mesi trascorsi sotto copertura
nello Zimbabwe, dove i bambini sono state le
vittime più numerose e inconsapevoli
della lotta per il potere scatenata dal
dittatore Mugabe. Le foto sono state scattate
del fotoreporter del The Times Richard
Mills trovato morto nella camera
d’albergo il 14 luglio 2008
all’età di 41 anni.
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LLOYD-PARRY
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RICHARD
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THE TIMES
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Un bambino con i giorni contati
(si firma con lo pseudonimo Kenneth Denby)-
Cradled in his mother's lap, a baby with
little time to live
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Uscito il 9 maggio ‘08
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Testata appartenenza: The Times
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Doipo il ciclone Nargis i generali che
gestiscono la dittatura militare in Birmania
sono impegnati a nascondere al mondo la
portata del disastro. Per questo motivo
ostacolano l’arrivo degli aiuti
umanitari, arrestando chi fa domande e vuole
documentare l’accaduto. Il cronista
racconta di un bambino che sta morendo tra le
braccia di sua madre, ma non può
ricevere né cure né aiuto
perché il suo villaggio non
c’è più e non esistono
medici. Secondo l’ambasciata a Rangoon
ci sono stati 100 mila morti nel delta del
fiume e sulla costa di fronte alle isole
Andamane, ma i generali vogliono nascondere
al mondo il disastro e i cadaveri vengono
fatti sparire.
Nota: Il giornalista
è riuscito ad inviare corrispondenze
dalla Birmania colpita dal ciclone Nargis
fingendo di essere un turista e firmando i
suoi pezzi con lo pseudonimo di Kenneth
Denby. Doveva spostarsi continuamente,
dormire nelle barche per evitare di essere
arrestato, come due suoi colleghi.
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MORA
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MIGUEL
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EL PAIS
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Una sentenza già scritta
Condenada a ser condenada
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Uscito l’1 febbraio ‘09
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Testata appartenenza: El Pais
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E’ il racconto del caso di una giovane
rom, Angelica V., 16 anni, condannata a tre
anni e otto mesi di carcere per il tentativo
di rapimento di una bambina. Secondo la
difesa della zingara la sentenza risente
fortemente del clima di xenofobia alimentato
dal governo italiano, in quanto le
circostanze dell’asserito tentato
rapimento sono tutte da chiarire, e nel
susseguirsi dei fatti si riscontra una serie
notevole di contraddizioni.
L’articolista sospetta che dietro il
rapimento, cui è seguito un furioso
assalto al campo rom di Ponticelli, si
nasconda un progetto di speculazione edilizia
della zona, dove deve sorgere Palaponticelli,
con teatri, centri commerciali, servizi vari,
sui quali la camorra della zona vorrebbe
mettere le mani. Si realizzerebbe in questo
caso una singolare sinergia tra la giunta
Russo Jerviolino e il clan dei Sarno che
controllano la zona, e che prima del pogrom
contro i rom pretendeva 50 euro al mese di
tangente per ogni tenda o roulotte.
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BEAWIHARTA
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BEA
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INTERNAZIONALE
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Take a bath in waste
water
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14 ottobre 08
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Agenzia: REUTERS
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Fare il bagno nell’acqua di
scolo - Il fotoreporter osserva una donna
che lava le conchiglie dei molluschi
nell’acqua di scolo in una zona a nord
di Jakarta. Dopo aver finito prende due dei
suoi bambini e li mette nel secchio dove ha
lavato i molluschi e fa loro il bagno. Per
lei l’acqua pulita è troppo cara
per lavarsi. A Jakarta molte persone non
hanno accesso alla rete idrica e
all’acqua potabile. Moltissimi usano
ancora l’acqua dei fiumi per bere e
lavarsi.
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DELAY
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JEROME
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INTERNAZIONALE
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Congo orphans
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13 nov 08
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Agenzia: AP
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Bambini orfani o dispersi riposano nel centro
di Don Bosco di Ngangi, vicino a Goma, nella
Repubblica Democratica del Congo. Soltanto in
una settimana, nel Kivu, 1600 bambini senza
genitori sono stati accolti in vari centri di
assistenza.
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GERBEHAYE
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CEDRIC
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POLKA
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Democratic Republic of
Congo
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feb 09
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Agenzia: GRAZIA NERI
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Nel gennaio 2008 è stato firmato un
accordo di cessate il fuoco nella Repubblica
Democratica del Congo. Ha coinvolto i 22
gruppi armati in lotta nell’area
orientale. Amani, pace in Kiswahili, è
il programma avviato dalla firma del trattato
e confermato per ancora un anno dal
presidente Joseph Kabila a causa del
protrarsi degli omicidi, violenze di gruppo e
conflitti a nord e sud di Kivu. Più di
150.000 persone hanno dovuto abbandonare le
proprie case, e si sono aggiunte ai milioni
di rifugiati nei campi profughi. Si tratta di
una delle più gravi crisi
dell’Africa dei Grandi Laghi. Una foto
in bianco e nero ritrae tre bambini di spalle
e sullo sfondo un paese travolto dalla
guerra.
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