23-03-2009

Parco del Mare di Trieste: costi e benefici a confronto

Il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, l?assessore al Bilancio Giovanni Battista Ravidà e il presidente della Camera di Commercio Antonio Paoletti a verificare le strutture e i bilanci dell?Oceanario di Lisbona e dell?Acquario di Genova.


Bilanci di gestione ai raggi X per l’Oceanario di Lisbona e l’Acquario di Genova. Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e l’assessore al Bilancio Giovanni Battista Ravidà, accompagnati dal presidente della Camera di Commercio di Trieste, Antonio Paoletti, sono andati a toccare con mano la consistenza dell’Oceanario della capitale portoghese e del più grande Acquario italiano, per analizzarne la portata sia dal punto di vista dell’ attrattiva turistica e dell’educazione ambientale, sia da quello concreto dei numeri del bilancio d’esercizio.

Joao Falcato Pereira, amministratore delegato dell’Oceanario di Lisbona, ha illustrato l’organizzazione e le caratteristiche della struttura, prima di tuffarsi in un confronto tecnico sui numeri che riesce a produrre. I ricavi, prodotti anche con la divulgazione scientifica e la didattica “consentono – sono le parole di Falcato – di versare al Comune di Lisbona un canone annuale di 1,6 milioni di euro, mentre 1 milione e 300 mila euro vengono corrisposti alla società pubblica che controlla al 100% l’Oceanario (la Park Expo), lasciando comunque un profitto netto di 1,3 milioni di euro. Numeri – ha commentato – che consentono alla struttura un bilancio annuale di oltre 11 milioni di euro”.

“La nostra missione – ha evidenziato Falcato – è di educare al rispetto degli ecosistemi marini, ma è una missione che deve anche e soprattutto produrre reddito e occupazione: 50 le persone impiegate direttamente dall’Oceanario e oltre 80 quelle impegnate nei servizi affidati dalla società di gestione a terzi. E’ difficile quantificare in via diretta l’indotto, ma ciò che la struttura genera è facilmente intuibile nella sua entità, con oltre 1 milione di visitatori l’anno sui due milioni di turisti che nello stesso arco temporale visitano Lisbona”.

Ancora superiori i numeri dell'Acquario di Genova, illustrati alla delegazione dall’amministratore delegato dell’Acquario, Giuseppe Costa. Sono 220 le persone che in via diretta o attraverso cooperative di servizi, lavorano per la struttura, che dal 1992 ad oggi “ha ospitato oltre 20 milioni di visitatori, prodotto ricavi per 180 milioni di euro e creato ricchezza per la città per oltre 500 milioni di euro ed un rilancio d’immagine notevolissimo”.

L’intensa due giorni coordinata dall’Ente Camerale aveva il duplice obiettivo di vedere la solidità economica della struttura portoghese che, assieme all’Acquario di Genova, costituisce l’ideale progettuale del Parco del Mare di Trieste, e di avere un’ulteriore conferma diretta di come due città, Lisbona e Genova appunto, siano cresciute anche turisticamente grazie a questo genere di realizzazioni.

La delegazione ha avuto inoltre un incontro nell’Ambasciata d’Italia con l’ambasciatore S.E. Luca del Balzo di Presenzano, con il quale si è parlato di marketing territoriale, trattando di quali potrebbero essere i settori economici su cui si può creare nuovo business tra gli imprenditori triestini e portoghesi. Il presidente camerale Antonio Paoletti e l’Ambasciatore hanno concordato di verificare la possibilità di presentare “Trieste, Investire nella Nuova Europa” con le sue opportunità di investimento nell’area giuliana, assieme all’Ambasciata e prevedendo anche il coinvolgimento dell’ICE e della Camera di Commercio Italiana in Portogallo.

Altro tema trattato, quello relativo al coinvolgimento attraverso l’Ambasciata delle realtà istituzionali portoghesi in un progetto europeo di tutela ed educazione ambientale che intende coinvolgere realtà sì portoghesi, ma anche spagnole e italiane.